Sostenibilità, biodiversità, e...pesto


Lunedì 8 maggio presso la Biblioteca “Berio” di Genova ho avuto il piacere di presentare, conversando con Sandra Torre (Direzione turismo Comune di Genova), il mio recente Sostenibilità e biodiversità. Un glossario. Il volume è scaricabile gratuitamente sul sito dell’editore (a questo link) o, per chi lo volesse in copia cartacea, coprendo solo le spese di spedizione.

L’occasione è fisiologicamente valsa ad approfondire una pluralità di tematiche, poiché la stessa città di Genova, sempre più “alle prese” con un convincente successo turistico, è chiamata da un lato a garantire giorno per giorno ai cittadini un’idonea qualità della vita, dall’altro a gestire strategicamente arrivi e presenze (anche facendo tesoro degli errori altrui), così che l’esperienza dei visitatori sia gradevole e colga l’autentico genius loci della "Superba"…

da sx Umberto Curti, Sandra Torre, Luisa Puppo

Molte tra le voci più qualificate, fra l’altro, concordano nell’individuare le città come i luoghi dove si potrà vincere la sfida della sostenibilità futura. Occorre dunque - da parte di tutti noi - una visione olistica, che ponga l’uomo non al centro del pianeta, per sfruttarlo, bensì come sua componente in (leale) simbiosi con le innumerevoli altre, o per meglio dire quelle che sono sin qui riuscite a sopravvivergli.
Vista la mia professione (lavoro da circa 30 anni nel marketing, turistico e food) so bene che wildlife stays wildlife pays, ovvero che la tutela dell’ambiente è valorizzazione, e l’ambiente sa sempre ripagare degli investimenti prodotti per salvaguardarlo… “Troverai più nei boschi che nei libri. Alberi e rocce t’insegneranno cose che nessun maestro ti dirà” affermava Bernardo di Chiaravalle già 1.000 anni or sono… Parole forti, tanto più oggi che la tecnologia pare sovente estraniarci gli uni dagli altri e finanche da noi stessi.
La “riscoperta” degli entroterra, il mare tutto l’anno, un’accoglienza di sistema sono pertanto priorità dinanzi alle quali Genova e la Liguria non possono disertare la sfida.
Il post-covid peraltro non ha che confermato alcune “predilezioni” slow (in fuga da quell’antropocene che diventa sempre più capitalocene, ovvero sviluppo senza progresso): borghi via dalla pazza folla, voglia di outdoor, senso di comunità, cultivar autoctone (filiere brevi e bio), buonessere… Così come infinita saggistica mostra che dove la qualità della vita è bassa per i residenti, anche l’esperienza turistica è mediocre…
Rileggiamo dunque (è un piacere infinito) Eugenio Montale, Italo Calvino, Nico Orengo, Hugo Plomteux, Francesco Biamonti, Massimo Quaini, costoro hanno tuttora molto da insegnarci sulla terra che abitiamo, terra che ha eccellenti carte da giocare sul proscenio turistico, se l’ameremo e rispetteremo come merita.
Inoltre, in questi giorni si candida a patrimonio culturale dell’umanità UNESCO la cucina italiana intesa proprio come sostenibilità e diversità bioculturale… Ma contemporaneamente apprendo che un chilo di mirtilli cileni per raggiungere gli scaffali del supermercato richiederebbe 6,5 litri di carburante e produrrebbe 20 chili di emissioni di CO2…

gli allievi ITS a Villa Durazzo, Santa Margherita Ligure

Anche con questo spirito ho condiviso, con gli allievi del corso ITS “Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network” in via di svolgimento presso la splendida Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure, una degustazione tecnica e miratissima di pesto, affinché – ben prima che ne costruissero lo storytelling – fosse loro ben chiaro quanto un prodotto racconta (per sostenibilità e biodiversità) un territorio, e viceversa.
La storia delle serre, l’uso del mortaio, gli olii essenziali che dalla fogliolina trasferiscono l’aroma alla salsa, gli accostamenti di pasta (trofiette, mandilli, picagge, trenette, testaroli, gnocchi), i migliori matching nei calici, anzitutto quel Pigato che cifra di sé la DOC Riviera ligure di ponente
La lezione è volata in un battibaleno. E posso affermare senza tema di smentita che gli allievi hanno mostrato di gradire.
So che ora li attende lo stage…, in bocc’al lupo ragazzi!
Umberto Curti, direttore associazione culturale Genova World

Commenti

Post più popolari